Amministrative 2012: quando il Wi-Fi pubblico diventa propaganda elettorale

di Sara Marietti · nessun commento

E’ praticamente impossibile che non l’abbiate notato. Non c’è amministrazione pubblica che non si vanti di promuovere l’accesso a Internet grazie a numerosi hotspot Wi-Fi dislocati in diversi luoghi del territorio interessato.

Figuriamoci se questo fenomeno (per carità, positivo) che già sapeva di propaganda, non andava moltiplicandosi in occasione delle elezioni amministrative del 6  e 7 maggio.

Dal nord al sud, da est a ovest, piccoli Comuni e grandi Province, a destra, a sinistra e al centro: in tutti i programma elettorali si trova in prima fila l’adozione, l’ampliamento, lo sviluppo di aree Wi-Fi ad accesso gratuito (e spesso illimitato).

Certo, è una cosa che piace a tutti e che non può scontentare nessuno. Inoltre nella maggioranza dei casi le amministrazioni pubbliche possono vantarsi di promuovere il Wi-Fi a costo zero approfittando della piccola/media azienda locale che concede gratuitamente il servizio.

Sì va bene, ma è questo il modo giusto di affrontare la questione? Certamente i Comuni hanno pochi fondi (o niente) per gestire il problema, ma – anche grazie all’Agenda Digitale Italiana – confidiamo che questo possa cambiare.

Infatti una strada con forse meno appeal ma più concreta sarebbe quella di investire in innovazione e tecnologia secondo un preciso programma di sviluppo pluriennale. D’altra parte proporre il tanto declamato Wi-Fi fatto in fretta con soluzioni tappa-buchi non fa altro che nascondere il vero problema.

Un numero solo: Il costo dei ritardi nello sviluppo della banda larga costa all’Italia tra l’1 e l’1,5% del Pil. Il dato è fornito dall’Autorità Garante per le Comunicazioni nel suo rapporto di fine mandato (che scadrà a metà maggio). Internet, come spiega Calabrò presidente dell’Authority, “è un fenomenale motore di crescita sociale ed economica”.

Primo, occorre “fare cultura”. Inutile avere la connessione Wi-Fi se la usa solo una parte della popolazione con meno di 35 anni. Poi occorre aggiornare, sviluppare, incrementare le infrastrutture e  “fare sistema” per crescere veramente e in un’unica soluzione. E ancora certamente è un bene che si trovino più hotspot Wi-Fi possibili in giro per le città. Ma questa dovrebbe essere la conseguenza di uno sviluppo intelligente oltre che di un incontro assennato tra pubblico e privato.

Speriamo che i tempi siano maturi affinché tutto questo accada e confidiamo che quanto promesso durante le diverse campagne elettorali sia non solo mantenuto ma diventi il simbolo di una crescita più consapevole.

About the Author : Sara Marietti è una giornalista esperta in p.r., social media marketing e nuove tecnologie. Lavora per dare voce a chi ha qualcosa da dire. Seguitela su Twitter.

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