Lo strano caso dell’indagato. WiFi condiviso, il titolare accusato di pedopornografia

di Sara Marietti · nessun commento

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Era già successo a Buffalo, negli USA e questa volta è toccato a noi. Il consigliere regionale pugliese Aurelio Gianfreda è indagato con l’accusa di pedopornografia. Infatti dal collegamento a Internet WiFi a lui intestato sono stati scaricati alcuni file “civetta” messi in rete dalla polizia postale.  Ma la connessione ai siti incriminati è stata effettuata dal suo studio  professionale, nel quale lavorano diverse persone, anche se l’utenza è intestata a Gianfreda. Ciò significa che a connettersi potrebbe essere stato chiunque fosse presente nei locali, però fintanto che non si sarà “scoperto il colpevole” ne risponde inevitabilmente Gianfreda stesso.
Ovviamente in uno studio professionale non si pensa alla rintracciabilità di chi si connette, e certamente la polizia e la procura troveranno presto il vero colpevole, ma se si “allarga” il caso a chi possiede un locale aperto al pubblico e vuole aprire completamente la propria rete Wi-Fi, ecco che allora questo caso può insegnarci qualcosa. Meglio non farlo.

About the Author : Sara Marietti è una giornalista esperta in p.r., social media marketing e nuove tecnologie. Lavora per dare voce a chi ha qualcosa da dire. Seguitela su Twitter.

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