Scarlett Johansson insegna

di Sara Marietti · nessun commento

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Il caso di Scarlett Johannson di cui si parla tanto in questi giorni serve da spunto per trarne un piccolo insegnamento. Che a dire il vero tanto piccolo non è: in Rete occorre proteggere i propri dati. Che si tratti di fotografie o del conto bancario, non è possibile sentire ancora parlare di “furto d’identità”.

All’attrice americana è stato sottratto lo smarthphone e va da sé che immediatamente siano finite sul Web alcune immagini osé. Paolo Attivissimo scrive a proposito una sacrosanta verità “l’unico modo per garantire che vostre immagini di nudo o imbarazzanti o altrimenti private che avete scattato per uso personale finiscano su Internet contro il vostro volere è non farle”.  O almeno non fatele con lo smartphone! E questo è tutto.

La Rete è un luogo meraviglioso, dove si imparano tante cose, si incontro meravigliose persone e si viaggia velocemente. Ma probabilmente, quando siete con i piedi per terra, sarete attenti anche voi a nascondere ciò che vi sta a cuore, a difendere i documenti sistemandoli in fondo alla borsa oppure (e il paragone regge) a non dire in pubblico i vostri segreti bancari. E allora perché comportarsi diversamente su Internet? Lo ripetiamo proteggetevi.

Per finire, va fatta una citazione da Paoblog che ci riguarda da vicino: “Il terreno migliore per i ladri di identità sembra essere quello delle reti wi-fi, la maggior parte delle quali non è adeguatamente protetta, anzi è liberamente accessibile anche da parte di soggetti non autorizzati. In particolare, la caccia ai dati sensibili sembra essere particolarmente proficua negli internet cafè e negli hotel dove le connessioni internet spesso non sono garantite da sistemi di sicurezza appropriati”.

Le reti WiFi in generale e quelle ad accesso pubblico in particolare, infatti, sono per loro natura considerate insicure: il fatto che non siano normalmente protette da una chiave crittografica (WPA, WPA2, WEP, …) allo scopo di facilitare l’accesso degli utenti, le ha fatte diventare agli occhi di molti cronisti ricettacolo di minacce informatiche assortite.

Per fortuna le cose in realtà non stanno proprio così: le piattaforme hotspot ben progettate prevedono l’impiego di meccanismi di sicurezza capaci di limitare drasticamente la possibilità degli utenti di incorrere in pericoli informatici o – peggio – furti di dati o di identità (va sottolineato però il fatto che occorra affidarsi a piattaforme hotspot ben progettate).

Tra questi va senz’altro citata la “client-isolation”, un meccanismo tramite il quale gli access-point sui quali si basa la diffusione del segnale WiFi nell’aria non permettono agli utenti di “vedersi” tra loro, cosa che sarebbe normalmente possibile in una rete tradizionale, azzerando le possibilità di intrusione di utenti malintenzionati nel proprio computer.

Ancora, la crittografia SSL applicata tra gli utenti e i server di autenticazione, impedisce la possibilità di intercettazione delle credenziali di accesso.

In ogni caso quando si accede a una qualsiasi rete, da quella superprotetta della sede di una multinazionale a quella del bar del centro della propria città, è opportuno adottare lo stesso buon senso che si usa normalmente quando ci si reca fisicamente in un luogo aperto al pubblico: occorre fare un minimo di attenzione.

Non serve aggiungere altro. Proteggete la vostra Rete e proteggerete voi stessi.

About the Author : Sara Marietti è una giornalista esperta in p.r., social media marketing e nuove tecnologie. Lavora per dare voce a chi ha qualcosa da dire. Seguitela su Twitter.

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